venerdì 8 gennaio 2016

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David Pierini   
                   
                       






ATTRAVERSO 
poesie d’amore


Alla Dea che ho creduto di vedere
ogni volta che mi sono lasciato abbagliare 



PROLOGO

Incauto gioco innocente l’amore
che conficca la spina nel cuore
ancor prima che si riesca ad intuire
che giocando si può persino morire.


RICORDO D’UNO SGUARDO

Non so cosa cercassi
quel giorno che violasti
l’abisso dei miei occhi…
ravvivando nel mio cuore
dopo un lungo inverno
il tepore della poesia.

Ricordo che eri pallida
come un’alba di gennaio
ed io…
amo il candore.

Eri spoglia
d’ogni vanità terrena
ed io…
amo la povertà.

Eri lontana dal fragore
di chi ti stava accanto
ed io…
amo il silenzio.

Eri avvolta
nel tuo regale manto
di grazia celestiale
ed io per un attimo…

ho creduto che fossi un angelo.


IL TUO SORRISO

Il tuo sorriso
rivela la luce,
irriga il cuore
di sangue innocente,
avvolge il mio sogno
in un manto di luna...

e lo culla
perché mi tormenti!


AMO IL PASSATO

Amo il passato
poiché è stato attesa di te
ed amerò il futuro
poiché di te
mi serberà il ricordo.

Amo le radici
che con tenera fermezza
hai affondato nel mio cuore
ed amo il sapiente giudizio
con cui disponi del tuo amore.

Amo il prisma
che frapponendosi fra noi
trasforma gesti quotidiani
in imprese degne d'eroi.

Amo l'erba
che correndo verso il nulla
tu calpesti...
ed amo la fanciullesca incuria
con cui nei giorni spogli
ti rivesti.


ERANO SECOLI

Erano secoli
che non dicevo...ti amo!

Erano secoli
che non lo dicevo cogli occhi aperti,
le mani tese, le braccia spalancate...

erano secoli
che non lo dicevo
come una liberazione...

erano secoli
che non lo dicevo
con tanta abbondanza di poesia...

erano secoli
che non lo dicevo dal profondo
di un sentimento senza tempo...


erano secoli 
che non lo dicevo con la coscienza
di fomentare una rivoluzione...

erano secoli
che non lo dicevo con il cuore
inginocchiato al cospetto...

del tuo amore senza limiti.


INCONTRIAMOCI

Incontriamoci...
ma non per costruire qualcosa,
per consumare l'attesa,
per pattuire un'intesa.

Incontriamoci
solo un attimo.


Per risplendere.


DERIVA

Ho impiegato dieci anni
per andare alla deriva
ed altrettanti per capire
che il miraggio d'una riva
vale più d'ogni riva conquistata.

Ed ora lentamente mi consumo
inventando sempre nuovi accorgimenti
pur di vivere ancorato nell'armonia
d'inebrianti firmamenti.

Un alito di vento
può farmi veleggiare via lontano
sognando d'inseguire come un tempo
l'onda del tuo irresistibile richiamo...

un alito di vento
potrebbe farmi naufragare su uno scoglio
ed indurmi ad un mesto ritorno
con l'orgoglio ormai inerte e spezzato.

Ma forse il mio destino è qui
in alto mare
solo col mio miraggio...
dimenticato.


GL'INNAMORATI

Gl'innamorati si rincorrono
nel magnifico universo
del loro sentimento.

Alcuni s'incontrano
e mentre si raccontano
docilmente rotolano
fino a sfumare in gemiti.

Altri si smarriscono
dissolvendosi nella beatitudine
di lascive tentazioni.

Altri ancora come noi
eternamente si evitano
per non lasciarsi mai.


TI AMO

Ti amo e con te 

amo l’intero creato,
non un solo astro voglio 

che sia malato o scontento,
una stella triste avvilisce 

l’intero firmamento.

Ti amo e non tu

ma il mio amore per te
mi è di riferimento,
puoi ribaltare gli emisferi
o rinnegare i tuoi pensieri
tanto non cambierà,
l’amore è esente 

da ogni mutamento.

Ti amo e con te 

amo questa notte stellata
dai mille silenzi ardenti
che invocandoti ti chiama
e sapessi come è facile
amare dello stesso amore
chi ti ama.

Ti amo e con te 

amo l’amore al punto tale
che una pena sottile
mi solleva un poco il cuore,
in celeste armonia
con l’universo in movimento,
dalle assordanti risonanze
oltre i confini del creato…

m’è liberatorio esplodere
in un pianto d’amore
infinitamente
disperato.


SCHIAVITU'

Il soffio della tua voce
in queste gelide mattine

di novembre...
è una brezza carica
di nostalgie e profumi
e il suono ovattato 

delle tue parole
un'armonia densa di tepore.

Il fascino intessuto nei tuoi gesti
irradiazione della divinità
e l'anima assente dei tuoi sguardi
una ferrea schiavitù
che s'impone a chi ti ama.


DESIDERIO

Puledra ribelle
ai sospiri del mio cuore
ogni volta che mi sfiori
mi fai ardere!

Come vorrei inseguirti
per i sentieri scoscesi
di questa selvaggia passione…

circondandoti di fiori
sotto un cielo
stellato d’illusioni…

stordirti al profumo
virile dei miei versi…

poi sfinirti di baci
spossarti di carezze…

al chiarore della luna
strapparti il velo del pudore
per scoprire il volto incandescente
delle tue nascoste bellezze…

finché avvolta nel sudario
di quell’ora inevitabile
sulla terra nuda
inchiodarti a me.


SOLO TU

Solo tu
esisti solo tu...

mediterranea e sconvolgente bellezza,
zingara dagli esotici richiami
che svisceri con i tuoi sguardi arcani
reconditi desideri millenari.

Solo il tuo concime alato
per seminare le mie zolle incolte
ricoperte da distese di papaveri
su cui spira un vento gelido di morte.

Solo le tue vette inviolate
per cercare di avvistare l'infinito
oltre le insidie di futili giornate
consumate ad arginare un tormento mai sopito.

Solo il tuo cuore in fiore
in cui scavare una preziosa alcova
per custodire questo immane sentimento
in attesa della nuova aurora.

Solo la tua fronte
da baciare come una terra promessa
riponendo ogni pretesa
fino al giorno in cui verrà concessa.

Solo la tua sapienza
per non rimpiangere un destino amaro,
solo la tua presenza
per incendiare un tramonto volontario.

Solo il tuo calore
per non cedere al novembre precoce
e per continuare a sperare
solo un raggio della tua luce.


C'ERA IL SOLE

C'era il sole
ma non era così forte
da poterci oscurare.

C'era il silenzio
ma non era così vasto
da poterci disperdere.

C'era il desiderio
ma non era così meschino
da volersi consumare.

C'era la nostra coscienza
che ci parlava chiara e ad alta voce
e c'era uno stormo di gabbiani
che si tuffava nella luce.

Le nostre mani
stanche d'aspettare
s'incendiarono al contatto
di quell'estatico fluire...

ed i pensieri turbinarono
come infuocate meteore impazzite
scagliando roventi sfide
verso ere mai vagheggiate.


SE LE ROVENTI

Se le roventi parole d'amore
che il mio cuore ti forgia
riuscissero a toccarti...

plasmeresti la tua anima
a misura della mia.


SEI IL CAMPO

Sei il campo di grano che matura
al sole ardente del mio desiderio...
la vetta impervia da scalare
a mani nude con le unghie sanguinanti.

Sei il volto della bellezza apparso in sogno
da decifrare fra mille lineamenti...
il profumo carnale della gioia
da cui lasciarsi ammaliare.

Sei la pietra che batte sulla pietra
perché ne scaturisca la scintilla...
il nodo che mi stringe alla gola
ogni volta che ti pieghi al mio sguardo.

Sei il ritratto della semplicità
che disarma ogni diabolico artifizio...
una pagina di sconcertante poesia
vergata nel mio cuore dall'attesa.


ALCOVA

Nella regione più segreta del tuo cuore
c’è una preziosa alcova, nido d’amore,
immersa in un silenzio
dove naufraga ogni suono,
avvolta in un alone di mistero
dove s’infrangono miseramente
le velleità d’ogni uomo
e nel cui seno si cela
come in un’inespugnabile miniera
la parte di te più intima e più vera.

Dalle oscure fenditure di quegli occhi
filtra appena la parvenza d’un chiarore
che solo per un attimo un poeta
in un eccesso disperato può afferrare.

Cogliendo quella luce
mi ha assalito l’impulso
di fuggire via lontano, quasi ferito,
ma sarebbe stato ormai vano.

La tua grazia m’aveva baciato
con la pienezza del suo incanto
e da allora mi segue ovunque
come un docile tormento.


OSSESSIONE

Ho bisogno d'abbagliarmi
di fronte allo splendore
del tuo corpo nudo...

d'inginocchiarmi al cospetto
del sovrano che rivendica
la propria onnipotenza...

di lasciarmi stordire
dal profumo di quel fiore
che per me si schiude...

e accostare le labbra
a quelle timide labbra
che spalancano l'abisso.


VORREI

Vorrei che un inverno glaciale
s'abbattesse improvviso nel tuo cuore
e tu potessi riscaldarti
solo al tepore dei miei sguardi.

Vorrei che un deserto inesorabile
divorasse come febbre le tue ore
e tu potessi dissetarti
solo al miraggio dei miei baci.

Vorrei che un incubo terribile
percorresse di notte le tue viscere
e tu potessi calmarti
solo al pensiero dei miei abbracci.

Vorrei che la muta di cani
affamati della tua sensualità
sprofondasse nell'abisso
scavato nel tuo intimo...


da questa piccola poesia.


FOLGORAZIONE

Tutta la notte avevo vagato
per cercare le parole
che riuscissero a schiodare
la porta del tuo cuore.

Poi...
fra le prime luci
sonnolenti dell'alba
d'improvviso...
lo scintillio del tuo sorriso.

Che bagliore immenso!

Non m'ero accorto d'esserci
finito dentro.


OGNI VOLTA

Ogni volta che un fiore
schiuderà i petali alla luce del sole
per coglierne il tepore
il mio pensiero tornerà a te
che attraversasti il mio cielo
con la violenza di un uragano.

E so che anche tu
ogni volta che cercherai 
tenerezza e comprensione
tornerai a me con il pensiero
alla struggente passione ed al furore
di quell'estate consacrata a noi.

E il nostro amore
soffocato allora da mille mani
avide di morte e costretto
ad una siccità precoce
ritornerà a volare...

ed unirà le nostre anime in un canto
esaltante come la vittoria, 
doloroso come la rinuncia,
prezioso come il ricordo
che ho di te.


RIMPIANTO

Nelle tentazioni di quest'aria di giugno
che mi riporta a te...
e che affonda gli artigli del ricordo
dentro la mia costante brama.

Nelle nuvole che si rincorrono gaudenti
sotto questo cielo mai sgombro da nubi,
nei sorrisi che incontenibili esplodevano
all'incrociarsi dei nostri sguardi mai paghi,
nel tuo vestito bianco e negli occhiali
che ti spogliavano d'ogni malizia,
nella tacita complicità che modulava
le nostre anime su frequenze irraggiungibili.

Nel tuo continuo andirivieni,
nel mio smarrimento...
nella darsena paludosa
di questo infinito rimpianto.


VITA

Vita...
non temo di perderti
giacché non ti ho mai avuta.

Affonda pure su di me
i tuoi sfavillanti artigli,
fammi guardare in faccia la morte
per vedere se gli assomigli.

Io non so vivere
fra le tue soffocanti sponde
né districarmi per le tue vie
gorgoglianti e tortuose.

Ma se proprio ci tieni
a legarmi al tuo corso
fa che io mi abbandoni e scorra
in acque meno fangose.


LA PIOGGIA

La pioggia può bagnarmi
ma solo fino a quando
non ne sono tutto intriso
poi scende su di me
come una benedizione.

Il dolore si riversa sul cuore
fino a colmarlo di disperazione
poi vi scivola silente
come i ricordi
di un’infanzia infelice.

La notte reclama un’alba
fino a quando una luce si propone
ma se si ripone ogni speranza
la completa oscurità
il torpore più profondo non scompone.

Ho congedato Dio
non sopporto condizioni,
ho cancellato il passato
non voglio distrazioni.
Ora la mia anima è bianca.

E tu sconvolgente realtà,
sfrenata fantasia, folle evenienza,
idea fissa, magica poesia…
dipingi sull'immacolata tela
la tua immagine più vera.


I MIEI PENSIERI

I miei pensieri sono mille miglia distanti
per chi non ha dimestichezza con il pensare,
le mie parole sono indecifrabili
per chi ascolta senza afferrare,
le mie azioni sono illogiche
per chi vive a rigor di logica,
le mie poesie sono inaccessibili
per chi d'amore non è mai morto...

e dalle sue ceneri risorto.


CONOBBI L'AMORE

Conobbi l'amore un giorno
e sposai la speranza.
Rese i cieli più azzurri
e le stelle più vicine,
inondò il mio essere
di forza e di bellezza,
spalancò il mio cuore
al mondo intero e scorse
nuovi orizzonti da scoprire.

Conobbi l'amore un giorno
e sposai la disperazione.
Il tempo logorò ogni frammento
di quella fragile visione,
i cieli divennero grigi e cupi
e le stelle irraggiungibili,
la mia anima sprofondò
e per tanto tempo giacqui
inerte e muto.

Conoscendo il principio
e conoscendo la fine
scelsi di amarti
tenendomi lontano...

per non morire d'amore,
per non ucciderti d'amore.


NON C'E' SENTIERO

Non c'è sentiero
scosceso e tormentato
che possa impedirmi di seguire la tua scia
confortato dall'intima certezza
che sia tu l'unica via.

Non c'è nuvola
evanescente e dispettosa
da cui io non sappia trarre estrosi mutamenti
fino a scorgere scolpiti nell'azzurro
i tuoi illimitati lineamenti.

Non c'è poesia
che tu non sappia suggerirmi
nella grazia dei tuoi gesti
spira un alito di Dio,
come posso dire che il poeta sia io!

Non c'è passato
a cui tu non appartenga
e che per quanto doloroso e lontano
io non senta ancora vivo e presente
regnare incontrastato sovrano.

E non ci sarà mai futuro
capace di protendersi al punto tale
da scalfire la tua immagine nel mio cuore.
Questo tuo cieco alleato,
questo mio eterno rivale.


NOVEMBRE

Novembre, il cielo è chiuso,
sulla mia speranza è sceso il gelo,
il cuore ripiombato nell'angoscia
si è barricato dietro un velo.

Nel silenzio sibila il serpente
e un'Eva adorna di virtù
va intrecciando una trama di sguardi
sul tessuto della mia fragilità.

Signore, perché mi hai abbandonato?

Dal cimitero dei ricordi
il terrore riesuma lo spettro
di un'autentica passione.


FUGA

No, non farò pazzie
se tu mi lascerai.

Mi comporterò da uomo, sarò forte,
vedrai uscirò dalla tua vita
senza fare alcun rumore
ed avrai la sensazione
che io mai abbia attraversato
i tuoi sentieri accidentati
o che li abbia soltanto sorvolati
senza lasciare traccia.

Ma lascia che io continui a correre
per le strade di campagna e di città
questa maratona interminabile della vita
lascia che io fugga
dal fantasma del tuo ricordo
e che ogni passo avanti mi allontani
dalla feroce illusione
che tu sia stata mia.

Lascia che io corra per ore ed ore
e lascia che corra sempre più forte
fino a che il dolore del cuore
non sovrasterà la pena dell'anima
lenendo le strazianti ferite aperte.

Lascia che io corra fino a che,
spossato e nauseato,
il mio cuore in tumulto esploderà
e qualcuno là in alto
si accorgerà di aver smarrito
una pecora dal gregge
e mi richiamerà all'ovile.


TRENTATRE' ANNI

Trentatré anni
affascinante età che induce
ad eroiche soluzioni.

Ma chi potrei salvare io
e chi potrei redimere
se non me stesso
o la mia sbiadita immagine.

Questo mondo
non reclama eroi
né tanto meno redentori
ma minuscoli parassiti
e modesti sognatori.

Troppo modesti
per essere emulati.


TRADIMENTO

C'è qualcosa di più sconfortante
del più totale fallimento
e qualcosa di più buio
del più completo oscuramento
che t'inghiotte con un boato sordo
simile al crollo improvviso del pavimento
con le gambe che mulinano impazzite
cercando un'illusione da scalciare...
è il tradimento.

Repentina impiccagione
abilmente ordita
con un intreccio di soffice raso,
terrificante presagio di sciagura
colto nel volto beffardo della goccia
che fa traboccare il vaso.


CROCIATA

Le mie braccia sono così forti
che potrei fronteggiare mille guerrieri
e la mia mente astuta al punto tale
da far invidia ai più valenti condottieri.

Mi bastano pochi versi
per turbare i cuori più sensibili
e rapide complici occhiate
per incoraggiare amori impossibili.

Nick dice che sono saggio
perché parlo come un profeta
ma io mi sento padrone dell'universo
solo quando vivo da poeta.

Se soltanto lo volessi
potrei abbattere l'ultimo indugio
e partire armato di me stesso
alla conquista del creato.

Eppure più d'ogni altra cosa
vorrei essere conquistato.


LAMPO

Forse non sarà stato amore
quella vampa bruciante
che ha percorso le mie vene
fino al più minuto capillare
poiché dicono che un istante
sia troppo breve
per potersi innamorare.

Ma qualcosa
di più intenso e scardinante,
qualcosa di tenero
ed allo stesso tempo allucinante
tanto da sembrarmi eterna
l'odissea di quell'istante
per pensare un giorno
di poterla mai dimenticare.

Solo il conforto di un sospiro
ha potuto arginare lo sgomento
dell'istante in cui il tuo sguardo
ha fomentato in me
l'estatico tormento...
dispiegando nei tuoi capelli neri
mille irresistibili sentieri
che mi trascinavano in radure
di felicità e disperazione.

E soltanto adesso so
che avrei dovuto dirti
ciò che io leggevo chiaro
negli abissi di quegli occhi.


DISPREZZO

Pesano le vostre condanne
ed ancor più pesa la vostra compagnia,
fingere indifferenza mi opprime
non è certo volare via.

Pesano le vostre occhiate
come lame mi percorrono la schiena
smaniose d'inciampare in una ruga
ed affondare fino all'ultima mia vena.

Ma non piegatemi ancora
con i vostri sguardi sordi ed ostili
poiché gl'insulti di chi tace
sono vili.


CREPUSCOLO

Quando il tempo
padrone di tutto
stenderà il suo gran manto
sopra il nostro cielo ridente
e la luce a poco a poco impallidirà
sui nostri visi angosciati.

Quando il suo velo immenso
si poserà sulle nostre vite stanche
riducendo al lumicino l'orizzonte
e la speranza di eterna felicità
diventerà mera illusione.

Quando a stento riusciremo a soffocare
l'incalzante brama di fuggire
per cercare nuova luce in nuovi volti.

Quando la notte si farà incombente
ed il buio ancor più fitto,
quando gli occhi non saranno
più capaci di vedere
ed il respiro resterà
l'unica guida per trovarsi...

allora dovrai tendere le braccia
ed abbracciarmi,
stringere forte
fino a soffocarmi
e non dovrai cedere
se tenterò di svincolarmi.



TERREMOTO

Mille volte l'amore
ha raso al suolo la dimora
della mia nuda esistenza.

Ma solo tu sei riuscita 
nell'impresa di far crollare 
le sue fondamenta.


NON SAPRAI MAI

Non saprai mai
quale crudele tangente
imponesse al mio respiro
l'audacia del ricordo.

Non saprai mai
quale scia di veleno
ad ogni passo verso te
mi precedeva nel cammino.

Non saprai mai
come fu acre la rinuncia
a combattere e vincere
nel segno della mia passione.

Non saprai mai
quanto amai la vita
e quanto la vita mi amò
nell'istante in cui mi soffocò.

Non saprai mai
che col cuore oltre l'affanno
abbattei l'ultimo inganno
senza il sollievo d'uno schianto.


TU MI SCEGLIESTI

Tu mi scegliesti un giorno
ma solo per un momento.
Riversasti in me
il tuo amore, la tua pena,
la tua disperata voglia di vivere
poi te ne andasti e da allora
mai più ti rividi.

Io ti scelsi quel giorno,
ti scelsi per l'eternità
e t'incoronai regina.
Anche se ti trattenni
per un solo istante
il ricordo della tua grazia
m'incatenò per sempre.

Che peccato che il tempo
sia stato tiranno con noi,
che peccato che non ci abbia
concesso un altro incontro.
Piccola storia d'amore
potevi diventare più grande,
più ricca, più bella.

No, giusto così...
il destino ha voluto
che fossi infinita!


SPARTIACQUE

Questa gelosia folle 
che mi percorre e mi percuote,
gelosia di te d'ancor prima 
che tu nascessi nel mio cuore,
sono le doglie del parto d'un amore
che smania eternità.

Perdonami le infedeltà
del tempo in cui ignoravo
che fossi tu l'amore,
ma la sindone del tuo volto
è impressa in ogni mio verso 
che prima del tuo arrivo
ha celebrato un volto.

Quasi tu fossi
lo spartiacque del tempo,
il battesimo della nuova creazione,
il brivido più intenso
della mia risurrezione.


PRODIGI

Non sai dipingere
eppure evochi
gallerie d'immagini.

Non sai suonare
eppure effondi
melodie ineffabili.

Non sai scolpire
eppure forgi
agonie di sogni.


SANTUARIO

Dopo tanto cammino,
dopo tanto penoso vagare
cogli occhi giunti a invocare 
un lampo accecante dal cielo
dalle viscere di questa terra 
sprofondata nelle tenebre
ha fiammeggiato la tua stella.

Con tremore la sua luce 
mi ha condotto nel santuario
del tuo cuore appassionato
laddove le tue grida
planano in silenzio
laddove i tuoi silenzi
grondano poesia.

E là
in tutto il tuo clamore
mi sei apparsa ed io
ho piegato il mio ginocchio
per adorare la bellezza.


RECINTO

In nome dell'amore...
del bene immenso che mi vuoi
potrai spingerti ad odiarmi 
e farti odiare.

Per timore di soffrire
fragilissima creatura
potrai soffocarne il brivido
fino a stroncarne il battito
ed andare ad impazzire
lontanissima da me.

Ma mai ti giuro
potrai scavalcare
il recinto del mio cuore.


CONQUISTA

Sei venuta 
nella mia terra,
hai dimorato 
nella mia casa,
hai dormito 
nel mio letto,
preso cibo 
dal mio piatto.

Nel mio mare
ti sei bagnata,
nei miei campi 
ti sei donata.

Ora quieta scorri 
dentro le mie vene,
ora che di me 
tutto ti appartiene.


ARENA

Se al mio amore
volterai le spalle
sarai catapultata
nell'arena.

Perderai lo scudo
dei miei pensieri allerta,
il risanante balsamo
della mia parola,
il lume sempre acceso
sul tuo incubo notturno,
la scorta armata
della mia preghiera.

E sarai libera di andare...
a farti massacrare.


CON TE

Con te
sono belli e rotondi
persino quest'impenetrabili silenzi
che seguono ai rabbiosi addii...
alle frustate veementi.

Questo amore odia la quiete
e fibrilla scintille di vita
non appena scorge un'ora
di mortale consuetudine.


SOGNO

Stanotte ho sognato
che dopo tanta strada
ero giunto alla mia meta...

che ero entrato in una casa
senza sentire un nodo in gola
quando la porta si era chiusa...

che per soffitto aveva un cielo
fitto d'intimità di stelle
su un pavimento di tessuto...

che due mani calde
mi avvolgevano il viso
come fossero un nido.

E che quelle mani
erano le tue.


SOSPIRO

Senza un briciolo di testa,
senza un'ombra di vergogna,
senza un soldo nella tasca.

Senza furia
per spezzare le catene,
senza ali
per sfidare le montagne,
senza fiori e senza armi
sono giunto alla tua porta.

Trascinato per il cuore
a viva forza...
da un sospiro della grazia.


FURORE

Che voglia pazza d'invaderti...
di afferrare con la mia mano ruvida...
lo splendore di quei capelli isterici...
e trascinarti come un cencio...
tremante sulla spiaggia...

noi due soli... 
nel cuore della notte...
dimenticati...

e lì strapparti gli abiti...
via il maglione, via la gonna...
via i sorrisi, gli scrupoli, i timori...
via orecchini, anelli, braccialetti...
a mare ogni languore e ogni pudore...

fiato contro fiato, a perdifiato...
bramosia d'infuocarci l'anima...
baciarti dalla fronte agli alluci...

affondare fra le tue cosce in fiamme...
succhiare lava ardente dal vulcano...
violare ogni tuo oscuro anfratto...
cogli occhi, con la lingua, con le mani...

sospirare la magia dei tuoi profumi...
nuotare nell'oceano dei tuoi umori...
godere spasimando i tuoi deliri...

e sbatterti mia bambola preziosa...
che hai smania d'impazzire in quest'inferno...
per sentirti gemere, cantare, singhiozzare...
fino a esplodere in un grido sovrumano...

poi planare in un desiderio candido...
di tenerezza, prendendoci per mano...
e tornare i bambini che noi siamo.


TU

Sguardo dopo sguardo
hai diffuso nel mio cuore
il profumo della tua presenza...

la linfa traboccante
del tuo fascino di donna
ha invaso con estrema dolcezza
ogni angolo della mia giornata...

e poi le notti...


in cui nell'intimità dei sogni
hai strappato alla mia carne
grida inaudite di piacere.

Ed ora io
vivo solo di te.


PROFUMO

In quest'alba dai mille
palpiti audaci
sono uscito per rubare...

per rubare ad un giardino
un bocciolo di rosa,
un bocciolo in fiamme...

tu stai dormendo
ma prego che ti giunga
il suo profumo intenso...

e salga dal tuo cuore
che batte all'unisono col mio
il profumo del mio amore.


AGGUATO

Due colpi da maestro:
mi hai incatenato il cuore
ed hai messo il lucchetto!

Mentre dormiva
con un soffio leggero
ne hai destato il palpito,
mentre stupiva
con un tocco imperioso
ne hai incarnato il battito.

Dal nulla lo hai tratto
per la tua felicità e mai
ti chiederà la libertà.


IMMENSO

Questo amore...
m'impedisce di vedere il sole,
di accorgermi che il mondo gira,
di sentire l'odore della terra.

Questo immenso amore...
di ascoltare le liti degli uccelli,
di avvertire la frustata del gelo,
di guardare più in là del tuo viso.


URAGANO

Tu sei una brezza leggera,
timida, silenziosa...
un soffio vellutato
di intimo tepore
che spinge le mie vele
verso il mare della quiete.

Ma l'arsura che ho di te
risucchia dall'abisso
vorticoso del tuo fascino
ogni volta che ti sfioro...
l'uragano.


RIVELAZIONE

Mai ti amai tanto!

Come quel giorno
in cui scagliasti...
con furia cieca
il nostro amore...
contro le pareti
del mio cuore...
sordo al tuo pianto.

Solo allora scoprii
quanto brillasse
ogni suo frammento.


SORRIDI

Sorridi anche d'inverno!
Lascia che il mio cuore
stremato dai tuoi silenzi
possa nutrirsi di briciole del tuo.

Nei tuoi occhi splende il gelo
ma se torni nel giardino
in cui è sbocciato il nostro amore
scoprirai che le rose
non vogliono appassire.


UN GIORNO 

Un giorno saprai...
quando sarò innalzato
e di gloria rifulgerò,
saprai che su di te
una sera d'inverno
ho posato il mio sguardo.

Sui tuoi passi furtivi,
sulle tue labbra amare,
sui tuoi occhi arsi e schivi.

Quel giorno saprai...
che eri tu la prescelta.


OGNI MOLECOLA

Ogni molecola della mia carne
che vibra d’incessante desiderio
vibra per te.

Ogni palpito che dal cuore
sale alla mia gola
per gioia o per paura
lo fa per te.

Ogni mio sguardo che si leva
in cerca di bellezza
cerca di te.

Speronami se puoi
affonderò per te,
trafiggimi se vuoi
morirò cantando,
ignorami...
vivrò del tuo ricordo.

Ma lacera quella parete
di sobria tenerezza
e mostra il tuo volto nudo,
liberami per sempre
dalla romantica illusione
che in te si sveli la perfezione.


RICOMPENSA

Scrissi per te una poesia
e corsi a donartela
con l'intima speranza
di rubarti un sorriso.

Tenero germoglio
neppure un muscolo
tradì emozione
dall'incanto di quel viso.

Rotolando i secoli
risarciscono i profeti
ma nasce e muore
nella culla del cuore
il compenso dei poeti.


COS'E' L'AMORE

Cos'è l'amore...
se non un capace contenitore
ove canalizzare le nostre brutali passioni
abilmente mascherate da nobili intenzioni.

Cos'è la vita...
fin dal primo istante in cui vieni alla luce
se non un lento ed irreversibile processo
del nostro organismo in decomposizione.


Cos'è la donna...
se non l'estremo baluardo
d'una corazzata impermeabile
ad ogni erosione.


E cosa sei tu...
se non il piolo di una scala
in rotta verso la conquista
di una nuova delusione.


PIU' NIENTE

Più niente mi stupisce ormai!
Non mi stupisce che uomini di Dio
abbiano dimenticato la parola umiltà,
né le madri la parola comprensione.

Non mi stupisce che la gloria
arrida al più appariscente cantore,
né che il mondo tributi onori
a tanto venefico squallore.

Non mi stupirei di trovare
un po' d'inferno in paradiso,
né un po' di malizia sul tuo viso.

Non mi stupirei infine
se sugli scogli della tua pochezza
mi si frantumasse il cuore...
ed in questa realtà così alterata
neppure se i girasoli
voltassero le spalle al sole.


DUE DELFINI

Due delfini in tuffo 
verso l'azzurro del cielo...
così mi piace immaginare
due innamorati
sul punto di volare,
prorompenti di squillante luccichio
in cammino verso Dio.

Ma come dietro ad ogni sguardo
c'è un preludio di tenerezza
dietro la loro partenza
del ritorno avverto l'amarezza.

E che salate tangenti
dovranno versare
per aver sconfinato
nell'eternità.


RINUNCIA

Tracciami un sentiero
tu che puoi,
indicami una via 
per sfuggire
questa stagnate apatia, 
disegna una lusinga
che mi sproni solerte
a muovere il cammino...

poi strappa il foglio 
e gettami nel cestino!


AMARTI

Amarti...
dall'ombra del germoglio
che per te è fiorito,
entusiasta di luce
ad ogni palpito ti porge
il celestiale invito.

Amarti...
dal silenzio di intime
ed amare riflessioni
ove gli slanci del cuore
morbidamente planano
su ampie e solide ragioni.

Amarti...
dal solco scavato
dalla tua muta presenza
ove la mia anima inquieta
segretamente cova
un germe d'impazienza.

Amarti...
dal vuoto delle notti
ai deliri delle attese,
uniti nel flusso
di un costante divenire 
così...senza infierire.


AFFRESCO

Seduta sul balcone
con i riccioli confusi fra i gerani
l'annoso enigma
tormenta le tue mani,
lo sguardo proteso
verso il più ambito immaginare
evanescente anela
nel suo vagabondare.

Pigramente distesa
sulla morbida incertezza
potrebbe sedurti
l'invito di una brezza,
lievemente solcata
da una vena d'afflizione
ma tuttavia composta
nella tua disperazione.

Io ti ricorderò così
ripensandoti domani
seduta a quel balcone
come una rosa fra i gerani.

Così lontana
da pensarti inarrivabile,
così vicina
da sentirti vulnerabile.


GIARDINO

Chissà se il seme che ho piantato nel tuo giardino
riuscirà a fiorire.
Chissà se in primavera spunteranno le prime gemme
ansiose di levarsi verso il sole.
E chissà se tu coglierai quel fiore ed insieme
cammineremo nel nuovo Eden.

O chissà se la coltre mortale dell’indifferenza
seccherà il terreno e gelerà il tuo cuore.
Chissà se dopo un primo innocente ardore
la paura frenerà i tuoi passi incerti.
O chissà se un giorno reciderai quel fiore
armata dalla follia o consumata dalla colpa.

Comunque sia sarà già stato amore!

Che si sveli nel fragore di un attimo
o che si consumi negli usuali gesti di una vita,
che si lanci nelle inviolate vette dell’eternità
o che si perda nell’argine franoso di un sospiro...

purché l’inebriante aroma di quel nostro fiore
sia irradiato per l’aria da una brezza amica
e sussurrato a chi, dentro di sé,
coltiva ancora la speranza
come fosse un fiore.


NON INDUGIARE

Non indugiare ancora
il tempo infiacchisce le tue forze
e scolora la tua visione.

Librati nell'azzurro
più intenso del cielo,
svincolati da ogni prigionia.
Il rischio di cadere sarà grande
e grande sarà la tua paura
ma grandioso sarà anche l'attimo
in cui ti sentirai libera e felice.

Finire fra le braccia della morte
sarà meno doloroso
che finire per tradire i tuoi ideali,
la tua anima e chi crede in te.


PRIMO AMORE

A te mitico primo amore
per tutte le volte che i miei vent'anni
hanno cercato di raccontarti.

Ma la mia onesta penna
puntualmente si ritraeva
intuendo la frode perpetrata,
consapevole dell'abissale distanza
confessava la sua impotenza.

Così la rabbia e la costernazione
che mi velavano gli occhi
e non volevano sentir ragione
dolcemente esalavano
cedendo il passo
ad una ferma convinzione.

E l'amore più grande,
più esaltato e decantato,
l'amore di Giulietta e Romeo
defilando la sua immagine fiabesca
arrossiva davanti al mio.


SE

Se per mille ragione
si può rimproverare un uomo
per mille ragioni più una
potrai rimproverare me.

Per essermi comportato
da uomo con gli uomini
e da Dio con te.


SEI DOLCISSIMA

Sei dolcissima
nella tua serena quiete
e nei gesti misurati e parchi
con cui riponi con amorevole cura
i frammenti di speranza ancora vivi
nell'inaccessibile fortezza dei ricordi.
Un attimo immortale, una poesia,
un oggetto immensamente caro,
una parola che non osasti dire...
e un improvviso brivido vigliacco
che inesorabile frantuma
il tuo sogno ad occhi aperti.

Sei dolcissima
nella tua gioia fanciullesca,
nelle tue gote calde e ridenti
che diffondono nell'aria
aromi di gaiezza...
nella contagiosa complicità
che trasmette la tua euforia
e che come un vortice mi spinge
verso incomprensibili chimere.

E sei dolcissima
persino nell'amarezza...
quando in preda allo sconforto
di autunnali presagi
triste e con gli occhi bassi
segui il procedere costante
della tua ombra
verso la dilagante oscurità.


QUANDO CAMMINO

Quando cammino fra la gente
e vedo in lontananza i tuoi riccioli neri
volteggiare nel vento.

Quando avverto
l'incedere discreto del tuo passo
come di chi sa che il cammino è ancora lungo
e non vuole darsi fretta.

Quando passi al mio fianco
avvolta nel tuo alone di mistero
che ti veste di mistico carisma.

Quando i tuoi occhi intensi
si levano sul mondo
offrendosi allo sguardo
ed anche il sole un po' stupito
si sorprende a contemplare
la luce di quel volto.

Quando poi la notte ti avvolge
ed il sonno scende come rugiada
sulle docili ciglia
per regalarti un sogno...

allora prende corpo l'illusione
e mi perdo dietro al magnifico richiamo
della tua visione.


FIRMAMENTO

Quante stelle hanno brillato
solo un attimo per me,
quante strade ho attraversato
prima di arrivare a te.

Quanto amore ha trasmigrato
in rotta costante verso il cielo
per sostenere quei fragili prodigi
e cancellare dai loro volti angelici
ogni impurità, ogni velo.

Quanti giorni di rinunce, delusioni,
incomunicabili speranze,
celesti tentazioni.

Quante albe senza luce,
quante notti senza fine.

Quante volte ho caricato,
imbracciato il coraggio,
attentamente mirato
e mai, mai sparato
per paura di far centro.

E se ora muoio
è per dimorarti dentro.



SOLITARIO

Questo chiarore lunare
mi desta nel supplizio
d'un immacolato amore.

Dalla stretta del mio cuore
disserro le fragranze
d'impossibili dolcezze.

Una cospirazione di rimorsi
ci trascina in abbandono
sotto lo stellato manto...

che al levarsi dell'aurora
non ammainerà il tuo incanto.


RAPIMENTO

Quella notte il nostro sangue
obbedì ad inudibili richiami
e una voce da un pulpito celeste
ci narrò di fiabeschi reami.

La luna si nascose
dietro una nuvola leggera
per paura che il suo chiarore
potesse svelare qualche frontiera.

Un fremito d'angoscia
veleggiò sui nostri cuori
ma poi le labbra si dischiusero
dileguando tutti i timori.

Quei baci traboccanti
d'esasperante tenerezza
offrirono cesti ricolmi di sogni
e un'inviolabile certezza.

Che accadde per amore.
Solo per amore.



TRE SOSPIRI

Non so chi sei,
non so da dove vieni,
né dove vai
quando guardi il mare.

Sconosciuta
vibra di te ogni fibra 

della mia passione!

Potessi in te
solo per un istante sconfinare
e per il resto dei miei giorni
cullare un unico supremo privilegio...
ricordare.


AVVERTIMENTO

Tu sei per me
un'isola magnifica
che io contemplo
dalla duna più alta
del mio deserto quotidiano.

Un'oasi invitante,
una terra vergine
che vorrei penetrare
con lo sguardo
per gustare cogli occhi
la dolcezza dei suoi frutti.

Lo sai fra noi c'è un mare
terribile da attraversare...
quando passo non sorridermi
perché io so volare!


IL TEMPO

Com'è saggio il tempo...
senza battere ciglio,
senza l'ausilio d'un suono,
senza lusinga o artiglio
ogni cosa fa convergere
al suo imperiale trono.

Le nostre pene
con ammirevole tenacia
pazientemente sa lenire...
le nostre rare gioie
affrettando un poco il passo
con macabro cinismo
rapidamente fa svanire.

Un palpito d'amore
ci dona la suprema sensazione
che per noi, solo per noi
si sia fermato
magari per un istante...
ingenua folle illusione
quando comincia a ricontare
persino il più ridente paradiso
ci appare logoro e desolante.

Non v'è angolo del mondo,
né latitudine del cuore
in cui la sua maestosa opera
con asettico distacco 
non si compia...
e frodandoci dell'illusione
di sfogliare la margherita
partorisce nello sconforto
ogni nuova vita.


ABISSO

C'è un abisso che separa
il tuo mondo dal mio mondo, 
un abisso che colmiamo
ogni volta nel segreto
con il ponte d'uno sguardo.

Perché possano sfiorarsi
per un attimo nell'ombra
la tua carne ed il mio sangue.

E giurarsi eternità
sospesi fra la veglia e il sonno
il tuo sogno ed il mio sogno.


BERSAGLIO

Caro David
almeno mille volte
nella tua obliqua esistenza
hai sfiorato il ridicolo
ed hai sempre fatto fronte
alle penose conseguenze
con animo sereno.

Stavolta caro mio
malgrado l'animo sereno
io temo che il ridicolo
tu l'abbia preso in pieno.


UNA BIMBA

C'è una bimba dentro me
che non sa darsi pace...
ha smesso di giocare,
rifiuta di mangiare,
non vuole addormentarsi,
fissa i ricordi e tace.

Pensa che era innocente
quando nella sua culla
si è adagiata l'ombra...
quando avvertì
l'ostilità del fuoco
e nelle sue vene piombò
la colata di gelo.

C'è una bimba dentro me
che non sa darsi pace
e non mi dà pace...
cammina giorno e notte
avanti e indietro nel mio cuore
in cerca di un perché,
in cerca di un perché!


DENISE

Denise
mi ricordo di te
quand'eri bambina...
un bocciolo di rosa
d'incomparabile dolcezza.

Ora sei una donna...
il vento della vita
ha battuto il tuo stelo,
le tempeste del cuore
hanno spazzato i tuoi petali,
il verme della pena
ha insidiato la tua radice.

Se mi calo nel tuo sguardo
sento una vena d'amarezza
dilagare nella tua anima...

una vena che dal profondo
riveste la tua bellezza
d'una regale dignità.



IN MEMORIA

Non dormi sepolto
in un campo di grano
ma palpiti nel vivo dei nostri cuori
fratello che hai saputo strappare 
con le tue armonie all'arida parola
il grido più sofferto della vita.

Che Dio ti renda il centuplo Fabrizio
quel Dio che intravedesti tra i rifiuti
per aver speso il tuo talento
per il riscatto dei perduti.


ATTRAVERSO

Gli anni passano
i tuoi in particolare 
silenziosi come un fruscio...

passano inosservati
chini a testa bassa
incapaci di lasciare traccia...

passano nella penombra
trasfigurati dal bianco
che ti splende dentro...

passano come le dita
che giocano con i tuoi riccioli
e non vogliono smettere mai...

passano alla rinfusa
nessuno di loro sa dirmi
da quale cielo ti sei calata...

passano su di me
che resto immobile e contemplarti
nell'alba d'un cielo terso...

passano senza fretta...
passano dolcemente...
passano inutilmente...


IN PREGHIERA

Il taglio fu netto
deciso il rifiuto
incredulo, il veleno che m'iniettò,
insorse e mi santificò.

Da allora
ci corteggiava la primavera
la sua luce mi raggiunge
nella quiete della preghiera.

Fu dura, crudele,
non frenò la sua perfidia
e dispose che fra noi
cessasse ogni rapporto.

Non sa di questo amore
che al cospetto di Dio
ogni sera...
io le porto.


UNA ROSA

Una rosa
è sbocciata con tenacia
fra i rigori dell'inverno
nel deserto del mio cuore.

Una rosa che rapisce
tanto è soave il suo profumo,
una rosa che ferisce
quanto acute le sue spine!

Una rosa maturata
in un terreno tanto arido,
una rosa che profuma
di primizie dello spirito.

Una rosa preziosa
che non può appassire
fra quattro mura
anguste di un amore.


ESTATE

Questo mare
intensissimo d'azzurro...
queste grida esultanti
che sfrecciano nel cielo...
questa luce abbagliante
che dissolve ogni pena...

non sono che preludi
di musica celeste
che invadono il mio cuore
quando tu entri in scena.


DISTACCO

Siete ormai lontani...
defluisce a poco a poco la gaiezza
e l'eco del vostro festoso schiamazzare
per queste vuote stanze si diffonde
simile ad un seducente, melodioso,
giulivo zampillio d'acqua di fonte.

Siete ormai lontani...
si spande come olio l'amarezza
sui nostri volti segnati dalla delusione
e un po' più curvi procediamo
per sentieri di rassegnazione.

Del vostro caldo amore
la nostra sete d'innocenza 
si è largamente rinfrancata
e se dalla separazione
i nostri cuori esposti
furono quasi dilaniati...

è perché d'incontrarsi a tali altezze
e di simili dolcezze
sono capaci solo i poeti,
i bambini e gl'innamorati.


QUEL GIORNO

Quel giorno
nel cortile della scuola
si rincorrevano le voci,
smaniavano i profumi,
fremevano i colori.

D'improvviso
fra quella selva di sguardi
levasti piano i tuoi occhi
sul cammino dei miei.

Quale effusione di gioia,
quale meraviglia...
disarmata al cospetto
del mio cuore trafitto.


PIENEZZA

Pienezza...
elusiva chimera
che non ha colmato
neppure la preghiera.

Cercata nel vuoto,
nel clamore, nell'amplesso
possibile che di te
mi giunga appena il riflesso!

Rincorsa nelle attese,
nel lampi degli istanti,
nelle agonie dei dubbi
angosciose e torturanti
e come estremo assalto
persino nell'improperio.

Sappi
che t'ho sentita esplodere
arsa dal fuoco del desiderio.



SCINTILLA

Per essere felici...
c'è chi sogna di alzarsi
e poter camminare,
chi brama la ricchezza,
la gloria o la bellezza,
chi pretende la luna,
chi esige sempre il sole.

A me bastava solo
poterti contemplare.


ATTO DI FEDE

La sera dilaga
il mio stelo reclina.

Una processione
di cupi pensieri
marciando si avvicina.

Grandi fauci
imploro a questa notte
per inghiottire la mia pena
poi domani ancora
col fervore di chi crede
schiuderò la mia corolla.

Riseminando amore
sulla stessa zolla.


IL PAPAVERO

Il papavero è il fiore
che più di ogni altro io amo.


Quel suo rosso così vivido
da apparire quasi un miraggio
dipinge d'esultante poesia
anche il più misero paesaggio,
ma sono fragili i suoi petali
e la più innocente brezza
potrebbe farlo sanguinare
col solo tepore d'una carezza,
strapparlo alle sue radici
e alla sacra fonte della sua vita
sarebbe imperdonabile
mi appassirebbe fra le dita,
così per sentirmi felice
mi basta contemplarlo
per me è già appagamento
ardire di desiderarlo.

Potessi amarti così
potessi esser forte
ed ogni giorno
non darti la morte.


SERA

Il cielo della nostra
isola deserta
si è popolato di avvoltoi
che ti volano attorno.

Ti scrutano
ti sfiorano
ti sporcano
e tu...
li lasci fare.

Hanno oscurato il sole
sul nostro amore
è scesa la sera...


e la bilancia del mio cuore
ti ha stimata leggera.



ACCADDE

Accadde
prima ancora che accadesse
poiché doveva accadere
dal momento che è accaduto.

Cercare di spiegare,
giustificare, pensare
che si potesse evitare
è stupido, folle
e inconcludente.

Ma evidentemente
pure questo deve accadere...
inevitabilmente.


QUANDO FRANCESCA

Quando Francesca...
spiega in volo la sua voce
come per incanto
mettono le ali le parole.

Quando Francesca...
schiude lo scrigno della sua grazia
matura sui volti rapiti
il frutto della beatitudine.

Quando Francesca...
cala l'asso del suo talento
lo affonda nel tuo cuore
fino a farti sognare.

Quando Francesca...
depone il canto ai tuoi piedi
la realtà scintilla
di mille arcobaleni.

Quando Francesca...
sfuma l'ultima nota leggera
plana un silenzio
che profuma di preghiera.


AQUILONE

Questi versi in ricordo
d'un umile di cuore
consacrata nella fede
da un'interminabile agonia.

La sua anima mite
con il solo conforto
d'uno slancio sincero
s'impossessò del privilegio
di conquistare il cielo.


CHIARA

Chiara...
dagli occhi deliranti
d'inquietudine
ogni volta che mi guardi
lo fai come se mi odiassi...

Chiara...
sapessi come cattura
quel tuo morso accattivante
di pantera.

Rapita dal tormento
del tuo appassionato
cuore spento
fiondi le tue notti
verso albe
dalle tinte assurde.

Chiara, folle Chiara,
negli eccessi del tuo volo
ti schianterai contro un miraggio.


NOTTURNO

Il tuo sguardo
si è a poco a poco raddolcito,
sulle tue labbra avare
sono riuscito a catturare
qualche timido sorriso fuggitivo.

La follia del tuo volo
sembra venir meno,
nel tuo cuore è cominciata
la stagione del disgelo.

La luna stanotte
è piena di stupore,
una fiaccolata di stelle
brilla sulle tue gote.

La poesia si fa musica
appassionata e tenera
ogni volta che accarezza
un riflesso della tua grazia.


MIRAGGIO

Ieri ti guardavo...
da lontano contemplavo
il tuo profilo di donna,
l’abbandonarsi quieto
di quei capelli neri
sul candore della tua spalla,
l’armonia dei tuoi fianchi,
la struggente poesia
della tua gonna.

Impenetrabile e sinuosa
attraversavi senza fretta
l’orizzonte d’un poeta
disseminando nel suo cammino
gli splendori del tuo oro.


OSCURO

Mi hanno detto che il tuo cielo
si è velato d'un grigio cupo,
d'un oscuro presagio di morte.

Le rose più rosse del tuo giardino
alla cui ombra sei cresciuta
e nel cui seno ti sei beata
stanno appassendo.

Chi ti consolerà
nell'ora del dolore...
quando la terra tremerà
quali dita coglieranno
le tue perle preziose?


SCHIAFFO

Quanto violento
e inatteso lo schiaffo,
quanto profondo
lo smarrimento.

Grida di sangue
allibito nel cuore,
tonfi pesanti
di lacrime amare.

D'un colpo appassite
tutte le rose,
intirizziti tutti 
i miei versi.

In questa festa
di luci d'aprile,
in questo giardino
incantato del cuore...

è piombato il gelo.


INCONTRO

Torniamo...
torniamo a tessere
la nostra fiaba di sguardi...
torniamo a sognare.

Torniamo a ricucire
punto dopo punto
la trama indistruttibile
di un amore impossibile.

Fronti levate contro il vento
torniamo ad orientare
le prue delle nostre vite
in folle rotta di collisione...
e avanti tutta!

Sarà bellissimo
ad un passo dal naufragio
contemplare il tuo volto
scongiurando l'impatto.


ULTIMO SGUARDO

Se la mia poesia
ti ha rincorsa con tanto affanno
ci sarà pure un motivo,
voglio crederlo fino in fondo
nulla avviene per caso.

Vieni...
calati nel mio mondo
e prendi ciò che ti appartiene,
sette respiri della tua vita,
sette sospiri della mia poesia.

Poi con l'ultimo sguardo
fiondami dentro gli occhi
la tua anima gitana...
perché dia corpo e colore,
forma, profumo e sangue
alla mia anima prostrata.


OASI

Lasciami riposare
per un’ora fra le tue braccia
all’ombra del tuo sguardo
col conforto del tuo respiro.

Lasciami bere
alla fonte del tuo amore
perché sono un uomo
e ho sete di baci e carezze.

Lasciami sognare
che tu sia stella cometa
che mi guida verso l’eterno
e patria tua sia il cielo.

Poi... 
lasciami andare
e non odiarmi
se ti spezzo il cuore.


SE SOLO

Se solo riuscissi
a scoprire il tuo nome...
cadrebbe il velo e gli occhi
s'inonderebbero di sole.

Se solo riuscissi
a sfiorare il tuo nome...
afferrerei la cima
per risalire dall'abisso.

Se solo riuscissi
a toccare il tuo nome...
zampillerebbe un fiotto d'acqua
per sanare la mia lebbra.

Se solo riuscissi
a pronunciare il tuo nome...
riceverei la forza
per ridare voce al cuore.

Se solo riuscissi
a respirare il tuo nome...
correrei lungo il sentiero 
precedendo il mio destino.

Se solo riuscissi 
a catturare il tuo nome...
getterei le fondamenta
per costruire insieme a te...

una casetta bianca.


FIAMMA

Anima reclusa e lontana
dimmi se quei bagliori d'innocenza
che danzavano giocosi sul tuo viso
liberando un incendio sublime
nel mio cuore riarso d'amore
sono ancora là?

O se le grida strozzate
di ribellioni a stento soffocate
hanno lacerato quel vivido candore
e spento eternamente
l'anelante rigogliosa fiamma!


DISGELO

Muoio
ogni volta che t'incontro,
muoio soffocato
da una furia di parole.

Un'orda selvaggia
che dal cuore
s'avventa sulle labbra,
un'orda di parole
asfissianti d'amore...

che dopo
mille inverni di rinunce
vogliono vivere e volare.


METEORA

Tornerò
forse tornerò.

Il tempo ci ha concesso
solo il privilegio di un istante
per abbracciare la felicità
ma eravamo prigionieri,
il miracolo ha sfiorato 
il nostro fianco
poi si è allontanato
lasciando appena il tempo
al nostro sguardo trasognato
di seguire la magica scia 
di quell'incanto.

Tornerò
forse tornerò.

Se la felicità
ancora una volta
ci spingerà per i suoi lidi
che non ci manchi il coraggio...
il coraggio d'esser vivi.


AVVICINATI

Avvicinati a questo rudere
popolato da fantasmi
cogli occhi chiusi per non ferirti
con la febbre del suo delirio.

Ad un battito immortale
in un'isola deserta
riconduci il mio cuore.

Sono stanco d'inseguirti
primo amore.


BIVIO

Il momento è giunto
di separare le nostre vie!

Raccogliamo il coraggio
prima che le struggenti
ora d'incertezza
logorino il ricordo.

Un pizzico di rimpianto
sarà il prezzo da scontare
per poterci ricordare,
un ricordo deprezzato
sarebbe l'inevitabile sprone
per indurci a dimenticare.


TRASFIGURAZIONE

Ogni volta 
che pronuncio il tuo nome
un abisso di silenzio
si scava nel frastuono
ed avverto il respiro
dei tuoi casti pensieri.

Ogni volta
che incontro il tuo sguardo
si squarcia il velo del tempo
e precipito nell'eterna
stagione dell'incanto.

Ogni volta
che mi sfiora la tua voce
trafigge il pentagramma
scordato del mio cuore
e la mia bocca sanguina
dolenti note di sogno.


NECROLOGIO

Reticolo di donna
tu per me sei un mistero
fitto, eccitante, nero,
sul cui ciglio
sovente nasce e muore
il più frustrante desiderio.

Curioso
incautamente indugio, 
voglioso
il capo un po' reclino,
un canto di sirene mi pervade 
e focoso io mi protendo...
quasi inghiottito!

Ma l'ancor vivo ricordo
che funestò la festa
mi fa ritrarre atterrito
e l'angoscia per l'eroe
che stoicamente ci lasciò la testa
scioglie il mio pianto.

A chi penetrò il mistero da uomo
e ne uscì da docile avanzo!


FINO A QUANDO

Fino a quando riuscirò a sognare
riuscirò a diradare queste nubi
e intravedere uno spiraglio di felicità.

Fino a quando riuscirò a cantare
riuscirò ad ingannare queste notti
e far tacere la verità.

Fino a quando riuscirò a nuotare
riuscirò a trattenere questa estate
e il tuo profumo non svanirà.


L'ULTIMO FIORE

L'ultimo fiore
della mia stagione
voglio che sia una rosa...
che sia questo bocciolo
aggredito dal gelo
che sta morendo.

Eppure reca in sé
lo slancio della primavera
e la promessa dell'estate...
come per tanto tempo
tu hai cullato il sogno
che io ti sbocciassi accanto.

E voglio donarlo a te
che m'hai atteso invano!


IN PUNTA DI PIEDI

Ieri...
ho percorso la tua storia,
quanta carne ho scoperto
al fuoco della tua vita!

Quante pagine vergate
di candido dolore,
quanti palpiti d'amore
sfumati in versi.

La tua vita ammalia
con il fascino perverso
di un'avventura ad alto rischio.

Se un giorno m'invitassi
ad invadere il tuo cuore
non temere fragile stelo
non lo farò con le mie armate.

Una notte piovosa
mentre starai dormendo
mi calerò in punta di piedi
nel tuo sogno più profondo.


CENERE

Nei lunghi inverni
ti sei scaldata
al fuoco dei miei versi,
ti sei calata nella fiamma 
che ha dorato la mia esistenza,
hai percorso a piedi nudi 
l'equatore dei miei sogni
fino a bruciarti il cuore...

per diventare il frutto

più squisito dell'amore.


SIRENE

Davanti alla tua maestà
ho imparato a recitare,
di fronte alla tua bellezza
a fingere e mentire.

Ogni volta che t'incontro
mortifico lo sguardo,
affretto un poco il passo
e mi nascondo.

Mentre mi scivoli accanto
mi ribolle il sangue nelle vene
e vorrei che tu avvertissi
il richiamo di quelle sirene.


RAGGIO

Il primo raggio di sole
intona le prime note
della sinfonia del giorno.

La luce del tuo volto
ne rivela il canto.


IERI

Ieri
ti ho guardata camminare
da sola lungo il viale
con l'aria grave
ed il passo leggero...
sembravi una farfalla
appena defraudata
del suo angolo di cielo.

Eri bella
dietro quel velo di malinconia,
bella da contemplare
mentre sorgeva il sole.

Pane bianco
per chi ha fame di cose buone,
acqua di fonte
per chi ha sete di cose vere,
vela spiegata al vento
per l'euforia della mia poesia.

Quale forza oscura
inabissa la tua anima,
quale speranza austera
sostiene il tuo volo...
verso pallidi orizzonti
sempre più distanti.


ATTESA

L'esaltazione dopo la vittoria

dura un solo istante,
il desiderio frustrato
ci accompagna per sempre.

L'estasi della notte

induce all'abbandono,
la mia anima si cela
nell'abisso del silenzio. 

Il tempo di vivere

se n'è andato con te,
ogni paura è ormai
straniera al mio cuore.

Le note festanti della vita

le sento danzare in lontananza,
l'attesa sfuma e confonde
anche l'ultima frontiera.

La speranza di riabbracciarti

muore lentamente,
ma la fiamma che la alimenta
mai si spegne.


ALTROVE

La mia casa 
è questa strada
che ritorno a palpitare...

ogni volta che l'amore
onnipotente di una donna
allenta il morso
della sua lusinga.

Torno a camminare
pieno di speranza 
di scoprire altrove
la dimora eterna.


L'ULTIMA POESIA

Mi sentii tradito quel giorno
quando voltandomi le spalle
te ne andasti rinnegando 
il nostro passato.
Riprendesti la tua strada
con fare lesto e deciso
e con l'ostentata sicurezza
di chi mai si volta indietro.
Ma non lasciai che la rabbia
ti sputasse addosso raffiche di accuse
e non mostrai il mio disprezzo.
Non lasciai che l'amarezza
si sciogliesse in pianto
e che le mie parole fossero 
rotte dalla commozione.
Non lasciai che la rassegnazione
m'inducesse ad ignorarti
evitando di vederti e di parlarti.
Non lasciai che il silenzio
parlasse in vece mia.

Scrissi per te
l'ultima poesia.


SE LA VIOLENZA

Se la violenza d'un sospiro
può depredare un fiore
e il tepore di carezze immaginate
far trasalire un cuore...

resterò nell'ombra
a contemplare il tuo splendore.


INFEDELTA'

Quando saprai
che fra mille insidie 
ho camminato...

contro ogni vento
dentro l'uragano
di ogni mio tormento...

adescato dai sussurri,
stordito dai profumi,
trafitto dai bagliori...

franando negli abissi
in cui nemico di me stesso
mi ero avventurato.

Quando saprai...
per non essermi arreso
mi riabiliterai.


PARTENZA

Il poeta se n'è andato!

Si è svegliato in piena notte
con il cuore sopraffatto
dall'angoscia...
gli occhi spalancati
su un abisso d'illusioni...
le mani sporche
di sangue innocente.

Ha sepolto i ricordi,
ha raccolto i suoi stracci
e prima che il giorno fosse
si è lasciato partire.


ADDIO

La fontana della piazza
piangeva la tua pena,
l'orologio della torre
affondava le sue lame
nel mio cuore.